sabato 21 maggio 2022

DARWINISMO SOCIALE

il darvinismo non ha mai passato il vaglio dell’osservazione diretta

DARWINISMO SOCIALE

Pc.5.3.2022

La teoria di Darwin sull’evoluzione delle specie è affascinante. Fornisce una possibile risposta alla domanda: da dove veniamo? In realtà è una risposta incompleta perché si limita a spostare indietro l’orologio ai tempi nei quali era l’ameba a dominare la terra, senza spiegare da dove arriva l’ameba, il che è comunque un gran salto.

L’ontogenesi che par ripercorrere le tappe della filogenesi dei viventi viene proposta come prova della bontà della teoria, e probabilmente la è. Traduco per I non biologi (quindi anche per me stesso): il fatto che l’embrione nello svilupparsi assuma via via le forme degli animali che ci hanno preceduto nella nostra storia evolutiva, e sia la stessa cosa per l’uomo come per tutti gli animali evoluti è una sorta di traccia probante della evoluzione: dall’essere monocellulare al picaia, al pesce, all’anfibio, al quadrupede, eccetera, eccetera.

La teoria evoluzionistica detta Darwinismo sostiene che la base di tutta la storia della filogenesi sia il premio che la natura assegna a quelle mutazioni genetiche migliorative e capaci di rendere più facile la sopravvivenza. Ovvero: sopravvive il più adatto cancellando quello che c’era prima, magari divenuto vetusto a causa di cambiamenti nell’ambiente.

Così, mutazione dopo mutazione, nel corso di 4 miliardi di anni, dall’ameba si è arrivati agli elefanti e all’uomo.

MA, c’è un ma, perché il darvinismo non definisce cosa sia una specie, non ci dice quale sia il momento nel quale il Leone si è diviso dalla Tigre, o quado il cane è diventato cane ed il gatto, gatto.

Quindi il darvinismo non ha mai passato il vaglio dell’osservazione diretta perché mai si è assistito alla comparsa di una nuova specie.

Quel che è certo è che due secoli prima di Darwin, Gianbattista Vico diceva che “L’ontogenesi sintetizza la filogenesi”, di fatto proponendo una chiave di lettura della storia paleontologica del mondo analoga a quella proposta da Darwin.

I tempi però non erano maturi per farla diventare popolare, cosa che invece avvenne due secoli dopo, quando le teorie di Thomas Robert Maltus proponevano una visione della società umana che premiava I migliori facendoli diventare ricchi e puniva i poveri in quanto peggiori mettendoli nelle condizioni di estinguersi.

Tutto ciò mi fa seriamente paura: un po' perché il darwinismo sociale usa un metro di valutazione sbagliato, ovvero la capacità di produrre denaro, ed un po' perché l’evoluzionismo le è troppo simile per non far venire il dubbio che sia tutta una invenzione.

E Bon!



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