venerdì 12 agosto 2022

STELLA POLARE

STELLA POLARE
Eccola là, la stella polare. La guida, Alruccabah, la chiamavano gli arabi, la stella di gran lunga più conosciuta e più importante del cielo.
Eppure è una stellina piccola, che brilla di seconda magnitudine ed occupa il quarantanovesimo posto tra le stelle più brillanti del cielo. Dista da noi 350 anni luce e brilla ad una magnitudine di 1.99.
Cosa è allora che la fa essere così importante? Cosa la ha trasformate nella stella guida per i naviganti del mare sulle navi e del deserto sui cammelli?
Beh ragazzi, la caratteristica di quella stella è che sta ferma, nel senso che non si muove.
Bella Boomer, mi direte voi, il firmamento ci chiama così perché è fatto di stelle ferme.
Ok Zoomer, ma siccome noi ci muoviamo, nel senso che ruotiamo a 1.600 chilometri all’ora attorno all’asse di quella palla su cui siamo e che chiamiamo Terra, vediamo le stelle muoversi di un moto apparente che in realtà è il nostro moto, tutte tranne una, quella là perché quella stella sta proprio sul prolungamento verso l’infinito dell’asse della terra.

LA TROTTOLA
Non so se gli Zoomer abbiano mai fatto girare una trottola, per i boomer era normale, passavamo ore a far girare le trottole, ma non c’erano gli smartphone sennò avremmo fatto altro come guardare TikTok, che è decisamente meno bello.
Si faceva un cerchio per terra col gesso e poi ci si facevan girare dentro le trottole. Se riuscivi con la tua a buttare fuori quella dell’altro avresti vinto e la trottola diventava tua. Io per lo più perdevo ed avevo il problema di farmene comprare sempre di nuove. Usavo i trucchi più biechi che un bambino potesse inventare, perché se mia madre avesse scoperto che le perdevo al gioco sarebbero stati dolori.
Una trottola, quando la fai girare non sta dritta, l’asse non sta mai fermo, si inclina e ruota, disegna una specie di cono immaginario. I Fisici, che riescono a rompere le scatole anche quando giochi con le trottole, lo chiamano moto di precessione e siccome la terra si comporta come una grande trottola, quel che succede nel piccolo, capita anche su vasta scala. L'asse attorno al quale ruota la Terra è inclinato di 23 gradi e mezzo rispetto alla verticale.
Succede tutto esattamente come nel piccolo girotondo della trottola, solo con tempi dilatati e velocità immensamente più grandi. In 24 ore compiamo un giro attorno all’asse, e dato che il raggio della terra è un po’ più grande di quello delle trottole giocattolo il risultato è che la palla gira più veloce di un colpo di pistola.

LA PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI
L'asse della terra con il passar del tempo si muove, compiendo un percorso circolare, detto di precessione degli equinozi, che sposta sia il punto del cielo intersecato dal prolungamento del suo asse, sia le costellazioni zodiacali che stanno, tempo per tempo, dietro al sole, che poi sono quell’ dell’oroscopo. Così oggi il 21 di marzo, la costellazione che sta dietro il sole è quella dei pesci e non quella dell’ariete come era duemila anni fa.

L'OROSCOPO
Per i nostri oroscopi, il cielo è quello di 2000 anni fa, e qui vien da chiedersi se abbia un senso crederci, visto che attribuisce i segni sbagliati alle date di nascita.
Resta il fatto che comunque è bello credere che il cielo possa avere una qualche influenza sul nostro carattere.
Del resto san Tommaso d’Aquino diceva: “Astra inclinant, non necessitant” (gli astri influenzano ma non costringono)
Ed è sorprendete osservare che la parola desiderio venga da DE SIDEREO, ovvero dalle stelle.

LA BUSSOLA
E su questa considerazione potremmo aprire una ampia parentesi, parlando delle stelle cadenti, oppure parlando del desiderio di eternità e di infinito dell’uomo, e di come la stella polare abbia da sempre rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la religiosità umana. Ci limitiamo a dire che la sua caratteristica d’esser ferma e di indicare sempre la direzione del nord è ciò che ha permesso agli uomini di intraprendere i primi grandi viaggi senza perdersi, come se fosse una sorta di bussola ante litteram.

I NAVIGATORI FENICI
I primi a parlare della stella polare sono stati i Fenici ed in particolare Talete di Mileto, che era un fenicio emigrato in Grecia a fare il filosofo perché guadagnava meglio.
Omero non ha mai parlato della stella polare, perché pare che i suoi contemporanei, che poi erano Ulisse, Agamennone ed Enea, usavano le sette stelle dell’Orsa Maggiore per orientarsi quando andavano per mare.
Non è comunque un caso se la stella polare è una delle pochissime stelle del cielo ad avere un nome latino, POLARIS appunto, perché indicava il polo. Il che è come dire che il suo rango di stella più importante del cielo le è stato attribuito tardi.
Ma del resto, siccome la precessione muove il polo celeste, che tra 13 mila anni coinciderà con la stella Vega, ai tempi in cui Jahvè spartì le acque del mar Rosso, la polare era una stellina insignificante e lontana dal polo nord, e non v’era nulla che le conferisse una importanza maggiore delle altre.

GLI ARABI
per gli arabi, l’orsa minore era un carro funebre e Kokab, che in arabo vuole dire semplicemente stella, era considerata la luce perpetua che accompagna i defunti.

KOKAB
Coda dell’Orsa Minore
Luce perpetua del piccolo carro
che trasporta i defunti.
Chi forse fu ripagato, con meritata gloria,
nell’ora della sconfitta?
Chi mai fu capito se rifuggiva
l’inganno sottile dei vincitori?
chiedi a noi di ristorarti
l’animo prima dell’esilio,
nella speranza di non essere abbandonato
Se il peso di questa nostra condanna a morte
che ci portiamo appresso dalla nascita
non fosse attutito da quell’insana onnipotenza
che sentiamo nei giorni gloriosi,
non saremmo forse solidali con quelli
che con noi condividono il crudele destino?
Pensa ai reclusi,
nelle segrete celle che tanto somigliano all’inferno.
V’è comprensione,
v’è la tenerezza reciproca
di chi è accomunato dalla disgrazia.
Poveri, ricchi,
nobili, plebei,
Colti, ignoranti,
uomini forti come tori o gracili, infermi, pallidi.
Tutti impauriti ma calmi di fronte al destino.
La fine si può solo rimandare.

(Tratto da Marinai e poeti sono tutti morti, 1994)

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