martedì 27 settembre 2022

Intervista a Stefano Torre di DeVulgare

Il noto blog DeVulgare mi ha intervistato sulla relazione tra Realismo Terminale e dialetto

Intervista a Stefano Torre di DeVulgare
Riporto con piacere la mia intervista pubblicata su DeVulgare e che potete trovare qui 

Poesia e Dialetto: Intervista al poeta Stefano Torre

Abbiamo intervistato per voi il poeta Stefano Torre, che tra i vari componimenti conta anche alcune poesie in lingua piacentina. Candidato anche a sindaco di Piacenza, aderisce al Realismo Terminale, un movimento poetico letterario ed artistico che si ispira all’omonimo manifesto pubblicato da Guido Oldani nel 2010. Oggi il Realismo Terminale, che ha già festeggiato il decennale e gode di un notevole livello di notorietà internazionale, rappresenta l’ultimo capitolo delle antologie di letteratura contemporanea nelle scuole.

 

Lei scrive sia in italiano sia nel suo dialetto: il dialetto cosa offre ai componimenti poetici?

Il dialetto, che poi è una lingua, vilipesa per la sola ragione di essere chiamata dialetto, come per assegnarle un rango inferiore, si sta corrompendo, sta andando a male, ma offre tanto ancora alla poesia, perché è la lingua in cui parla la radice ben piantata nella terra. Se la si vuol guardare da un punto di vista Realista Terminale potremmo usare la metafora del palazzo e delle sue fondamenta, di calcestruzzo, ben affondate nel terreno, e allora il Piacentino diventa la mia lingua di calcestruzzo.

 

Quale è, secondo lei, il rapporto tra dialetto e le idee del Realismo Terminale?

Il realismo terminale non è una idea, è forma, e con la forma si crea la sostanza. L’oggetto, per il Realismo Terminale è al centro della narrazione, è l’elemento cardine delle metafore, il metro di misura della natura. Le similitudini diventano così rovesciate perché non sono gli oggetti ad assomigliare alla natura ma viceversa: le nubi sono simili ad un mantello, la grandine è ghiaia gelata, il suono delle campane è come una forbice che taglia il mantello, eccetera.

Ora siccome il piacentino è soprattutto una lingua che descrive una realtà piena, strapiena, di oggetti, allora diventa utilizzabile per il realismo terminale. La difficoltà però è che la gran parte dei termini servono a descrivere un mondo che non esiste più, mentre per le cose nuove, quelle che non hanno nemmeno la parola in italiano che le identifica, diventa obbligatorio riempire il dialetto di neologismi.

Questo rende la maggior parte dei miei testi intraducibili in dialetto.

In somma, il dialetto è sì lingua di calcestruzzo rappresentativa della radice culturale dalla quale vengo, ma non consente di entrare nella profondità della disperazione dell’uomo contemporaneo e di descriverla compiutamente.

Vero è che i testi in dialetto hanno comunque un grande vigore descrittivo e vale sempre la pena impegnarsi a scriverli

 

Vista la sua candidatura a sindaco, a livello amministrativo qual è l’impressione che ha ricevuto sulle lingue locali e sulla loro preservazione?

Direi che la sensazione più spiacevole di tutte è quella che l’italiano sia divenuta una lingua morta. Quindi il primo problema che si pone di fronte al dilagare di quella lingua orribile che è l’inglese semplificato, è preservare quel che resta della lingua di Dante.

Da qui discende la sensazione che tutte le lingue minori, apparentate strettamente con l’italiano, stiano evaporando come coca cola al sole, per lasciare sul bicchiere una patina di zucchero cristallizzato, vagamente colorato e appiccicoso.

Il problema vero è che in inglese non puoi pensare, non puoi avere un pensiero veramente profondo e l’inglese semplificato, ridotto a meno di 200 vocaboli, assomiglia moltissimo alla neolingua orwelliana di 1984.

Ma siccome è politicamente scorretto dirlo, allora le amministrazioni comunali tiran fuori due soldi per l’allestimento di una commedia in dialetto e si lavano la coscienza, ma non risolvono niente.

La verità è che perdere il dialetto è come perdere l’identità, e come Levi Strauss insegna, di disidentità si muore. Prima del dialetto occorre salvaguardare l’italiano, e qui i Comuni possono fare ben poco.

Un dato su tutti: le recenti indagini demografiche mostrano che il 35% dei cittadini piacentini non è in grado di capire un testo scritto in lingua italiana su un giornale che parla di attualità. E non c’è altro da dire.



Visualizzazioni: 428
Altre Pagine sull'argomento
    25 APRILE LUTTO NAZIONALE
    la festa della riconciliazione
    Al di là di ogni mistificazione quella del 25 aprile è la festa di una sconfitta. L’Italia ha perso la guerra e lo ha fatto nel modo più cruento possibile, ovvero passando attraverso una guerra civ...
    Pubblicata il:25/04/2022
    BUON CINQUE MAGGIO
    Ci sono date diventate, loro malgrado, crinale della storia ed una di queste è il cinque maggio 1821 che è il giorno in cui morì Napoleone Buonaparte, ma non vi racconto niente di nuovo.
    Pubblicata il:09/05/2022
    DARWINISMO SOCIALE
    il darvinismo non ha mai passato il vaglio dell’osservazione diretta
    La teoria di Darwin sull’evoluzione delle specie è affascinante. Fornisce una possibile risposta alla domanda: da dove veniamo? In realtà è una risposta incompleta perché si limita a spostare indie...
    Pubblicata il:25/04/2022
    I FORAMINIFERI
    La natura è animata da una sorta di crudeltà selettiva, potremmo dire crudeltà innocente
    Le estinzioni di massa sono una costante nella storia paleontologica della terra ed I così detti marker dei diversi periodi geologici sono le tanatocenosi dei foraminiferi.
    Pubblicata il:25/04/2022
    IL NICHILISMO
    l’equilibrio precario in cui vive l’uomo nell’era nichilista
    Il nichilismo è tra noi. Lo riconosciamo ovunque nella società in cui viviamo per la quale non esiste nulla di duraturo, dalle cose, alle relazioni, dai sentimenti ai vestiti.
    Pubblicata il:29/03/2022
    IL PRIMO MAGGIO
    mi chiedo quale sia oggi la dignità del lavoro
    Buon primo maggio ragazzi! Cerchiamo di goderci una festa che è di coloro che lavorano, andiamo tutti ad un bel concerto, tra alcoolici, comizi di sindacalisti eccellenti e donne un po’ discinte, c...
    Pubblicata il:09/05/2022
    LA SPIRITUALITÀ
    Orbene ragazzi, la spiritualità è un pane da mangiare spesso. Nel senso che il nutrire se stessi con un po’ di trascendenza non risolve ma aiuta.
    Pubblicata il:25/04/2022
    PASQUA 2022 – IL DOLORE
    Siamo mendicanti d’amore
    La croce di Cristo è amore allo stato puro, anche se ho imparato che ci vuole tempo per capirlo, tanto tempo.
    Pubblicata il:25/04/2022
    SENZA FOLLIA NON C’È BELLEZZA
    Bellezza e follia sono vecchie compagne, ebbe a dire Benjamin Franklin, l’una suscita l’altra e, qualche volta, viceversa, nel senso che vedere una cosa bella, ogni tanto, quando è molto bella, ren...
    Pubblicata il:13/05/2022
    SOCIETÀ LIQUIDA E NICHILISMO
    Zygmunt Baumann è un sociologo che teorizza il postmodernismo e la società liquida, nella quale, per dirla con le parole del Baumann, “il cambiamento è l'unica cosa permanente e l'incertezza è l'un...
    Pubblicata il:12/05/2022
    STELLA POLARE
    Eccola là, la stella polare. La guida, Alruccabah, la chiamavano gli arabi, la stella di gran lunga più conosciuta e più importante del cielo.
    Pubblicata il:16/05/2022
© Tutti i diritti sono riservati
powered by Infonet Srl Piacenza
Privacy Policy
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Maggiori informazioniOK
- A +