lunedì 15 luglio 2024

ECCE HOMO


ECCE HOMO

gli occhi di Dio che guardano i tuoi
dalla foto del santo incoronato
come su un panno di filo di bisso
che riemerge dal profondo del mare

ed è l’amor del fato a dargli mossa
nulla di diverso nel passato o innanzi
ma la sua storia che infine si compie
per diventare una buona notizia

andate a dire al Satan che ha perduto
e anche se vago sui colli del Golan
non ho sete né fame né dolore
sono immortale e tanto mi basta

E Bon!

SINOSSI

"ECCE HOMO" è una poesia che offre una prospettiva contemplativa sulla spiritualità, con riferimenti al Vangelo e al Volto Santo di Manopello. La narrazione inizia con gli "occhi di Dio" che scrutano il soggetto attraverso la foto del santo incoronato, che è Cristo con la sua corona di spine, creando un'atmosfera di sacralità e rivelazione.

La storia si sviluppa attraverso la metafora del "panno di filo di bisso," identificato ora come il telo del volto santo di Manopello, emergente dal profondo del mare. Questo telo sacro rappresenta un simbolo di rinascita e rivelazione, sottolineando il legame con il Vangelo e la presenza divina.

La poesia esplora il concetto dell'"amor del fato," attribuendo a questo amore la forza di dare mossa alla vita di Cristo. La continuità nel passato e nel presente diventa un palcoscenico per la storia individuale che alla fine si compie, diventando una "buona notizia," ovvero il messaggio evangelico.

Il tono trionfante emerge quando si invita a dire a Satana che ha perso, sottolineando la vittoria spirituale. Anche mentre il protagonista vaga su terre suggestive come i colli del Golan, sembra essere al di là delle esigenze terrene di fame, sete e dolore, rivendicando l'immortalità e trovando soddisfazione in questa consapevolezza.

La conclusione con l'esclamazione "E Bon!" si rivela come un'affermazione di fede, significando amen, sottolineando la conclusione con un accettare e un confermare della verità spirituale intrinseca nella poesia.

In sintesi, "ECCE HOMO" offre una riflessione profonda sulla natura dell'esistenza, intrecciando elementi di sacralità, rivelazione, e vittoria interiore, con un chiaro riferimento al Vangelo e al Volto Santo di Manopello.


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