giovedì 6 maggio 2021

LA BANDIERA DI BOSNIA

Qualche riflessione sulla bandiera che la Bosnia ha adottato nel 2007

LA BANDIERA DI BOSNIA

28.1.2021

Chi mi conosce bene sa che, da quando sono bambino, una delle mie passioni è quella delle bandiere. Il loro fascino sta nel rappresentare nazioni e popoli, nel consentire, con un elemento grafico, di incasellare e raffigurare le tante storie che, ramificate ed intrecciate, diventano storia del mondo.

Quindi chi mi conosce non si stupirà se ora mi metto a fare riflessioni su una bandiera in particolare, che per come è fatta, e per come è stata scelta, rappresenta un caso a parte rispetto a tutti gli altri vessilli d’Europa.

La bandiera della Bosnia, per come è stata concepita dai tecnocrati europei, ed imposta, di fatto ad un paese unico per la molteplicità di etnie e religioni presenti sul suo territorio, mi ha da sempre lasciato molto, molto perplesso.

Fondo blu, un triangolo rettangolo giallo che rappresenta le tre etnie bosniache, e dieci stelle, di cui due, la prima e l’ultima, spezzate a metà, che richiamano le stelle della bandiera europea, lungo l’ipotenusa del triangolo.

Le manca uno spessore storico, le manca qualcosa che la leghi al passato di una terra che non è certo una colonia d’oltre mare, un’isola semideserta in cui insediare dei coloni.

LE BANDIERE DELLE COLONIE

Se è possibile imporre una bandiera al Canada o alla Nuova Zelanda, dopo che hanno conquistato la loro indipendenza, semplicemente perché una bandiera non la hanno mai avuta, mi pare senza senso imporla ad un paese che esiste da sempre e che ha partecipato alla storia d’Europa e del Mondo in modo sostanziale.

Ma forse un senso lo ha, e non è detto che sia qualcosa di positivo ad ispirarlo.

I colori, gli elementi grafici, al di là del loro significato spicciolo, richiamano da vicino il vessillo dell’Europa e portano dritti a pensare alla Bosnia come ad una colonia e non ad un paese davvero indipendente.

LA BOSNIA È UNA COLONIA

E la Bosnia, nei fatti è una colonia, un porto commerciale al quale imporre un cambio fisso della valuta, di fatto strozzandolo economicamente per metterlo nelle condizioni pre fallimentari della Argentina.

Sarajevo, la sua capitale, ha da sempre l’appellativo di Gerusalemme d’Europa per via delle diverse religioni che convivono in essa, una città che è stata teatro recente di una guerra fratricida, alla quale noi e tutta l’Europa abbiamo partecipato producendo migliaia di morti.

LE BANDIERE DELLE ETNIE

E poi, a guerra finita, senza aver per nulla risolto il conflitto etnico e religioso, abbiamo imposto la bandiera, la nuova bandiera, che oggi è utilizzata solo nelle cerimonie ufficiali, come fosse d’imperio, e non è riconosciuta, accettata dai popoli che in Bosnia convivono.

E così ogni etnia ha scelto una sua Bandiera, e quella costruita a tavolino dai tecnocrati europei, non ne è sintesi, ed anzi, acuisce le distanze e trasforma i Balcani nella vergogna d’Europa.

In Bosnia hanno trionfato Prepotenza, Arroganza e Avidità, seminando il proprio germe maledetto, e così ora vediamo sorgere i campi di concentramento per gli immigrati, nei quali la gente muore di stenti, muore di freddo e di fame, senza che la cosa ci tocchi, nemmeno un po’.

ADRIANOPOLI E VALENTE

Mi ricorda la storia dei Goti, ammassati al confine, fatti schiavi dai funzionari romani corrotti, ridotti alla fame, che trovano la forza nella disperazione, e devastano la città balcanica di Adrianopoli, annientando l’esercito più forte del mondo ed ammazzando l’imperatore Valente, come se fosse nessuno, come se non fosse degno neppure di avere un cadavere. (correva l’anno 378 Dopo Cristo)

Se è vero che la storia non serve per prevedere il futuro, è però vero che può servire per immaginarne uno possibile, dato che è già successo.

Mescolare tra loro le etnie e le culture può essere pericoloso come maneggiare nitroglicerina, va fatto con estrema attenzione, sennò esplode assieme a chi la mescola.


IL TRIANGOLO GIALLO

La miscela detonante delle etnie è tritolo che attende l’innesco
Non è il parto geopolitico di una bandiera col triangolo giallo
Che mescola assieme croati, serbi e turchi,
Come una pasta buona per fare il pane
Gerusalemme cade a pezzi sotto le bombe come una corda che si strappa
Adrianopoli è la tomba di Valente e del suo impero
Mentre spazziamo sotto il tappeto la vergogna
Di un’Europa di plastica riciclata, fatta a tavolino

(Stefano Torre 28.1.2021)



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