venerdì 22 febbraio 2019
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il capitalismo occidentale degenerato, finanziarizzato e globalizzato

Raccolgo dal profilo Facebook di Oscar Paperi e ripubblico sottoscrivendo in pieno

il capitalismo occidentale degenerato, finanziarizzato e globalizzato

[pinti di vista] Oscar Paperi

Da tempo mi sembra chiaro che oramai siamo diventati noi il terzo mondo e che, come un cancro, il capitalismo occidentale, degenerato, finanziarizzato e globalizzato, dopo aver devastato il resto del globo, sta divorando se stesso, il proprio habitat, la cultura e le società che l'hanno prodotto. Ora finalmente tutto questo lo vedo espresso con estrema chiarezza proprio dal quel John Perkins le cui 'confessioni' consiglierei vivamente a tutti di leggere.

Riporto di seguito alcuni tra passaggi di maggior rilievo con qualche commento:

"'Gli assassini economici e gli sciacalli si sono diffusi tremendamente, anche in Europa e negli Stati Uniti. In passato si concentravano essenzialmente sul cosiddetto Terzo Mondo, o sui paesi in via di sviluppo, ma ormai vanno dappertutto. E infatti, il cancro dell'impero delle multinazionali ha metastasi in tutta quella che chiamo la moribonda economia fallita globale.

Questa economia è basata sulla distruzione di quelle stesse risorse da cui dipende, e sul potere militare. È ormai completamente globalizzata, ed è fallimentare. Siamo passati da essere beneficiari di questa economia assassina ad essere ora le sue vittime".

Ogni frase qui coglie nel segno: se prima l'opinione pubblica occidentale fingeva di non vedere la sciagurata spoliazione delle risorse di altre popolazioni e territori, nell'illusione di trarne i benefici, oggi l'ottuso ed acritico sostegno allo status quo non è più solo segno di egoismo, ma di pura stupidità masochista: siamo noi ora le vittime del saccheggio.

"Naturalmente in America vediamo come il governo sia paralizzato, semplicemente non funziona. Viene controllato dalle grandi multinazionali. Queste hanno capito che il nuovo obiettivo, la nuova risorsa, sono gli Usa e l'Europa, e gli orribili avvenimenti successi in Grecia, e Irlanda e Islanda, stanno ormai avvenendo anche da noi, negli Usa".

Non è quindi il potere politico che regola e controlla le multinazionali ma viceversa.

E l'Europa, ridotta a provincia in decomposizione dal '45, ricalca lo stesso schema e fa anche peggio: lobbies ovunque, alla Commissione, al parlamento europeo, nei parlamenti nazionali. Secondo un meccanismo psicologico piuttosto noto, il servo-suddito recepisce tutto e diventa più realista del re. Qui monetarismo friedmaniano, mercantilismo selvaggio e le annesse politiche di austerità hanno raggiunto vette inarrivabili con l'introduzione della moneta unica (da far impallidire le politiche dei cambi fissi rispetto al dollaro che ad es. hanno portato alla crisi argentina), al punto che qualsiasi afflato teso a difendere gli equilibri interni di un paese e qualsiasi richiamo alle prerogative di sovranità nazionale vengono inesorabilmente soppressi e banditi. Siamo di fronte all'ideologia totalitaria e distruttiva del cd. "libero mercato" nella sua forma più spinta ed irresponsabile.

"Non stiamo parlando di un impero degli Stati Uniti, si tratta di un impero delle multinazionali protette e appoggiate dall'esercito Usa e dalla Cia. Ma non è un impero degli americani, non aiuta gli americani. Ci sfrutta nella stessa maniera in cui noi abbiamo sfruttato gli altri paesi del mondo."

(Idem per l'Europa)

"Vediamo i popoli dell'America Centrale terribilmente disperati, cercano di uscire da un sistema marcio, in primo luogo a causa degli accordi commerciali e delle nostre politiche nei confronti dell'America Latina.

...

E naturalmente vediamo queste stesse politiche nel Medio Oriente e in Africa, queste onde migratorie che stanno investendo l'Europa dal Medio Oriente. Questi problemi terribili sono stati creati dall'ingordigia delle multinazionali."

Questa parte la dedico ai romantici dei 'migranti', alle anime belle per le quali il solo commento caritatevole che mi venga in mente è per l'appunto un pietoso no comment.

"Quando ero un “sicario dell’economia”, una delle cose che facevamo era concedere enormi prestiti a questi paesi, ma quei soldi non finivano mai davvero ai paesi, finivano alle nostre stesse multinazionali che vi costruivano le infrastrutture. E quando i paesi non riuscivano a ripagare i loro debiti, imponevamo la privatizzazione della gestione dell’acqua, delle fognature e della distribuzione elettrica."

Privatizzazione dell'acqua e dei servizi essenziali al cittadino a vantaggio di società multiutilities che lavorano in condizione di mono- o oligopolio imponendo continui aumenti di prezzi senza controllo. Ricorda qualcosa?

"Tre o quattro anni fa la Cia ha organizzato un colpo di Stato contro il presidente democraticamente eletto dell’Honduras, Zelaya, perché non si è piegato a multinazionali grandi, globali e con legami con gli Usa come Dole e Chiquita.

Il presidente voleva alzare il salario minimo a un livello ragionevole, e voleva una riforma agraria che garantisse che queste persone riuscissero a guadagnare dalla loro terra, anziché assistere alle multinazionali che lo facevano. Le multinazionali non l’hanno potuto tollerare. Non è stato assassinato, ma è stato disarcionato con un colpo di Stato, e spedito in un altro paese, rimpiazzandolo con un dittatore brutale. Oggi l’Honduras è uno dei paesi più violenti e sanguinari dell’emisfero.

Quello che abbiamo fatto fa paura. E quando una cosa così accade a un presidente, manda un messaggio a tutti gli altri presidenti dell’emisfero, e anzi di tutto il mondo: non intralciate i nostri piani. Non intralciate le multinazionali. O cooperate e vi arricchite, e tutti i vostri amici e le vostre famiglie si arricchiscono, oppure verrette disarcionati o assassinati. Si tratta di un messaggio molto forte."

E qui c'è tutto il problema politico. Un problema enorme da innumerevoli punti di vista.


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