venerdì 20 settembre 2019

Cosa è veramente successo dopo la crisi di Governo

un popolo con le palle scende per strada in armi!

Cosa è veramente successo dopo la crisi di Governo

Vi spiego cosa è successo:


il parlamento italiano ha fatto proprio il mio progetto di far diventare L’Italia un’isola per poi uscire dall’Europa e dall’Euro.

Domenica 27 maggio, Sergio Mattarella non ha per nulla gradito la nuova idea politica ed ha impedito al parlamento di formare un governo.

La popolazione si è incavolata a tal punto da scendere in piazza ovunque con manifestazioni spontanee e non sempre pacifiche.

Venivano assediate le prefetture ed i palazzi del potere, senza che le forze armate e di polizia sapessero come comportarsi

Lunedì mattina è caduta nelle mani dei rivoltosi la prefettura di Genova seguita immediatamente da quelle di Trieste, Padova, Arezzo e Vercelli.

Alle 11,30 di lunedì mattina Milano dichiarava l’indipendenza, dopo che i rivoltosi avevano occupato Palazzo Marino, mentre Sergio Mattarella arrogava a se, invano, il ruolo di capo supremo delle forze armate.

Circa la metà dei comandi provinciali dei carabinieri rifiutavano di obbedire agli ordini del Presidente, la cui autorità era completamente compromessa, e si schieravano con i rivoltosi.

Nel primo pomeriggio, con un colpo di mano, la porta aerei Cavour veniva presa dalla fazione ribelle e lasciava il porto di La Spezia al grido di Impichment inpiccement, al comando dell’autonominatosi ammiraglio Luigi Di Maio, per fare rotta verso la capitale, dove nel frattempo si erano erette barricate nelle strade e si era aperta la caccia all’uomo nei confronti di tutti i piddini.

Dall’altra parte Matteo Renzi si Autonominava Presidente del Consiglio e organizzava le squadre armate del PD per difendersi dai ribelli eversori.

Le squadre armate piddins, in camicia rossa, occupavano Firenze e Siena con l’appoggio di uno sparuto gruppo di militari convinto che Renzi fosse rimasto in carica dallo scorso anno.

Sergio Mattarella abbandonava il palazzo del Quirinale, divenuto ormai un luogo insicuro, per rifugiarsi a Parma, città dell’ignavia ed unica in Italia rimastagli completamente fedele.

Intanto i rivoltosi prendevano il quirinale ed insediavano Beppe Grillo come Presidente della Repubblica, creando così una situazione paradossale nella quale l’Italia aveva due presidenti!

Anzi tre, visto che Matteo Salvini si era già auto nominato Serenissimo Presidente e Doge D’Italia, delle Venezie e delle tre Sicilie.

Lorenzo Fontana, approfittando del marasma, dichiarava che le famiglie gay, la Repubblica Italiana ed Ignazio la Russa non esistono.

Nel frattempo la capitale d’Italia veniva spostata a Parma e lì si concentravano le forze armate rimaste fedeli al Presidente e che venivano messe al comando di Matteo Renzi che intanto era stato nominato Generale.

Il generale Renzi sceglieva il proprio guidone, ovvero la bandiera da esporre ovunque lui fosse, e la sceglieva rossa come quella dell’unione sovietica, solo che al posto della falce e del martello metteva il simbolo del dollaro come Paperon de Paperoni.

L’esercito ammassato a Parma prendeva il nome di Armata Rossa, il che faceva incazzare PUTIN che si schierava con i rivoltosi.

Intanto Grillo mi chiamava a formare il governo di guerra.

Tra i ministri dei quali proponevo la nomina c’erano:

Mauro Biglino agli esteri, per via dei suoi ottimi rapporti con gli Elohim.

Giuseppe Cruciani agli interni, così magari si ricorda di pagarmi la cena.

Barbara D’Urso alle politiche giovanili in quanto esperta di tette rifatte

Filiberto Putzu, assessore piacentino, agli enti locali, così forse i vigili urbani la piantano di darmi multe per divieto di sosta.

Francesco Schettino ai trasporti.

Adriano Panatta allo Sport.

Roberto Giacobbo alla Pubblica Istruzione.

Intanto la porta aerei Cavour raggiungeva Roma e venivano iniziati i raid aerei chirurgici contro gli obiettivi Piddins. Veniva rasa al suolo via delle Botteghe oscure poiché L’ammiraglio Di Maio pensava che la sede del PD fosse ancora lì.

Ogni sacca di resistenza PD veniva annientata.

Lorenzo Fontana dichiarava che Babbo natale e Santa Lucia non esistono.

Il Vaticano a questo punto prendeva ufficialmente posizione a favore degli insorti e, contemporaneamente, dava rifugio ai piddins in fuga dalla capitale.

Vladimir Putin portava in Italia l’armata rossa che veniva schierata in assedio a Parma.

Gli Elohim, sollecitati dal ministro Biglino, iniziavano a bombardare Parma con meteoriti di ogni dimensione.

I Parmigiani iniziavano a rendersi conto di aver fatto una cazzata ad appoggiare Mattarella ed abbandonavano in massa la città per rifugiarsi sui monti dell’appennino.

Il generale Renzie tentava la fuga in bicicletta verso la Svizzera, ma veniva fermato all’altezza di Alseno e posto agli arresti nella prigione dei Piombi a Venezia, città saldamente in mano dei rivoltosi.

A questo punto, il Serenissimo presidente Salvini muoveva in armi per conquistare San Marino.

Mattarella rimasto solo, si presentava alle porte di Parma sventolando un fazzoletto bianco in segno di resa.

Veniva riportato a Roma, dove, come se non fosse successo nulla, nominava Antonio Conte presidente del consiglio e Paolo Savona Allenatore in seconda.

Lorenzo Fontana dichiarava: con 10 euro non puoi mangiare in un ristorante da 100 euro.

Luigi Di Maio dichiarava che un chilo di ferro pesa di più di un chilo di paglia.

Lorenzo Fontana lo chiosava dichiarando che il Molise e la paglia non esistono.

L’unico danno, effetto e memoria permanente di questi eventi è stata la bomba atomica sganciata inavvertitamente dai russi sulla deserta Parma, della quale rimangono e rimarranno solo macerie radioattive.

Pur facendomi piacere sta cosa, devo dire un politicamente corretto purtroppo.

Il presidente è tornato super partes ed i vari generali ed ammiragli sono tornati ad essere semplici Deputati e Senatori.

Per il resto … tutto è tornato come prima, non è morto nessuno ed io ho vinto la guerra di rivoluzione!

Dio vi benedica e Dio benedica l’Italia.


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