mercoledì 23 ottobre 2019

Riflessioni su quello che è emerso a Bibbliano

il silenzio sui fatti di Bibbiano è indice di una tragedia immane che ci travolge tutti

Riflessioni su quello che è emerso a Bibbliano

I fatti di Bibbiano mi obbligano a fare qualche riflessione su quello che sta succedendo alla nostra società, perché, soprattutto il fatto che se ne parli molto poco, è una gigantesca evidenza di quanto il politicamente corretto nasconda.

Ciò che emerso è immorale ed osceno, perché indurre i bambini a dire cose non vere sui loro genitori per sottrarli alla patria potestà, è qualcosa di immensamente grave. Il fatto poi che anche la magistratura fosse coinvolta in questo indecente e perverso giro di affari è definibile come l’atto finale, o uno degli atti finali, della nostra società.

Nulla può più sopravvivere ad una così laida pratica, nulla riesce più ad esistere ... ma quale etica, quale morale ci rimane? Non siamo più in grado nemmeno di reagire, il sistema è così tanto marcio che non ha più anticorpi.

L’evidenza è che l’introduzione del pensiero unico sta portando alla demolizione della famiglia e non alla scopo di lucrare sui bambini in affido, ma per riuscire a controllare il pensiero.

All’interno di una famiglia sana un bambino cresce senza problema di genere, con riferimenti certi in una madre ed un padre, ma se si riesce come in un Kibutz, a sottrarre i bambini ai genitori per indottrinarli completamente, allora il risultato che si otterrà sarà molto migliore.

Potranno passare cose abnormi, tipo la teoria gender, tipo l’aborto usato come anticoncezionale, tipo il fatto che i gay possano adottare bambini o farseli con l’utero in affitto.

Si abbatte ogni resistenza alla introduzione di regole che stravolgono completamente l’etica e la morale, e si da spazio alla affermazione del puro nichilismo.

Senza entrare nell’ordine di idee che chi comanda il vapore sia obnubilato dalla brama di denaro, fino a farlo diventare una sorta di credo religioso, non si riesce a capire quello che sta succedendo.

Il denaro ha sostituito Dio, è diventato non più un mezzo per vivere ma qualcosa di fine a se stessa, senza limite alcuno, si è trasformato in una religione.

Se è vero, come è vero, che l’uno percento del denaro che circola nel mondo, è sufficiente per comprare tutti i beni disponibili sulla terra, e financo la terra stessa, a cosa serve il resto?

La domanda è retorica, ma la risposta no, perché il denaro in più diventa una specie di ipoteca sul futuro, ed assume il ruolo di vera e propria divinità.

A cosa serve il denaro se non puoi tradurlo in beni da comperare?

Va bè ... a questa domanda mi pare superfluo rispondere.


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